sabato 4 gennaio 2014

Recensione: Fratelli dello Spazio Profondo by Erika Corvo

Ed arriva anche la prima recensione del 2014!!
Qualche giorno fa ho pubblicato sul blog la sua intervista, ora posso finalmente parlare del primo dei suoi libri: la scrittrice di cui stiamo parlando è Erika Corvo e il libro fresco fresco di lettura si intitola "Fratelli dello Spazio Profondo".  Dopo averlo letto con attenzione, ecco la mia recensione, e ci mettiamo di mezzo pure la rima! Buona lettura!

 

TITOLO: Fratelli dello Spazio Profondo
AUTRICE:  Erika Corvo
CASA EDITRICE: Youcanprint Self-Publishing ( autopubblicato)
PAGINE: 323
ANNO DI PUBBLICAZIONE: prima edizione digitale 2012
grazie all'autrice per avermi inviato il libro in formato pdf

TRAMA

"La storia esce totalmente dagli schemi tradizionali ed è imperniata su elementi psicologici reali inseriti in un contesto fantastico. Pensato per essere un film e non un libro. Raccontato via via da ciascuno dei personaggi secondo un punto di vista differente. Psicologia, avventura, scienza, amore, odio, azione, riflessione, pensieri, sentimenti, ecologia, sparatorie, colpi di scena... Non riuscirete a dormire finché non sarete arrivati all'utima pagina."

RECENSIONE

Bisogna ammettere che una sinossi simile non rende granché bene l'idea del contenuto del libro, per cui direi che è il caso di spendere due parole in più, per dare ai lettori la possibilità di capire più o meno precisamente di cosa e di chi stiamo parlando.
All'inizio ci troviamo su Ottol, un pianeta appartenente alla costellazione Chioma di Berenice, nell'anno 749 Federal Domini. Il protagonista si presenta quasi subito ai lettori: si tratta di Brian Black, uno studente del "Complesso delle Scienze", la scuola più qualificata e importante di tutta la "Federazione Interplanetaria". Malgrado le sue innegabili capacità, Brian è la vittima preferita dei soliti "bulli" e, data l'assoluta indifferenza dei professori, è costretto a ricorrere alla violenza per non essere sopraffatto. Le cose cominciano a cambiare con l'arrivo al Complesso di Stylo, un giovanissimo professore di chimica, con il quale Brian stringe subito e inaspettatamente un buon rapporto di amicizia. Tuttavia, Stylo sembra nascondere qualcosa e anche Brian, dopo aver riscontrato delle irregolarità nei messaggi ricevuti dai suoi genitori, comincia a sospettare che qualcosa di orribile sia accaduto al suo pianeta natale, Bagen. Una  volta che i suoi sospetti sono diventati certezza e che coloro dai quali Stylo sta scappando raggiungono il Complesso, ai due non rimane altro che lasciare Ottol, fuggendo su una navicella spaziale per fare rotta verso Bagen. 
Qui Brian si troverà di fronte ad un paesaggio molto diverso da quello che aveva lasciato da bambino. La devastazione di cui sarà testimone lo spingerà a prendere una via diversa da quella che altri avevano progettato per lui. In cerca di vendetta, si unirà ai Fratelli dello Spazio Profondo, un'organizzazione di pirati, terrore dell'universo. 
Da allora, Brian perseguirà un unico scopo: quello di scovare, a tutti i costi, i responsabili della rovina del suo pianeta e di fare giustizia, aiutato dall'ormai inseparabile Stylo. Le sue imprese lo porteranno a diventare il Diamante Nero, uno dei nomi più tenuti dell'intera Fratellanza.

Non ho mai celato la mia perplessità, per non dire avversione, nei confronti delle autopubblicazioni. Viene subito da pensare che l'autore o autrice in questione non abbia avuto abbastanza voglia di provare con una casa editrice vera e propria, passando subito al prodotto finale, oppure che sia stato rifiutato e che abbia deciso di ripiegare sul self-publishing. Nessuno riuscirà a togliermi dalla testa, perchè ne ho avuto diretta esperienza, che molti scrittori "in proprio" scrivono davvero da cani, pubblicando i loro "libri" senza averli nemmeno letti una seconda volta, o averli fatti leggere a qualcuno. Ma per correttezza devo dire che, allo stesso modo, non mi capacito di come, tra i libri autopubblicati che ho letto, ce ne siano stati diversi che meritavano davvero uno sbocco migliore ma che non sono stati accettati ai "livelli più alti", se di livelli si può parlare, mentre quotidianamente case editrici anche di un certo calibro pubblicano libri di qualità davvero bassissima, solo perché sono richiesti dal mercato.

"Fratelli dello Spazio Profondo" non è un capolavoro e ha, come tutti i libri, i suoi difettucci, tuttavia si lascia leggere molto volentieri e anzi, alla fine mi ha davvero entusiasmata, tanto che non vedevo l'ora di sapere come sarebbe andata a finire, e questo è un elemento di cui tengo sempre conto nell'esprimere il mio giudizio su un libro, al di là dei vari errori grammaticali o di sintassi che possono esserci, per cui devo dire che sono rimasta piacevolmente sorpresa da questa scoperta letteraria, e perplessa per il fatto che, a detta dell'autrice, l'opera non sia riuscita a trovare uno sbocco con case editrici "tradizionali".
Come sempre, quando un libro piace, ci sono molte cose che si vorrebbero dire, ma per ragioni di lunghezza, vedrò di sintetizzare e di mettere in evidenza luci e ombre.
Partendo dai sopraccitati difettucci, la prima impressione che ho avuto leggendo le righe iniziali non è stata delle migliori: si presentano piene di ripetizioni e questo mi ha fatto immediatamente storcere il naso. Le ripetizioni sono, però, un caso limitato all'indroduzione, mentre altri errori si trascinano per la prima parte o per tutto il libro: l'uso di ne' al posto del corretto ( controllando, si verifica che ne' non esiste nemmeno), si al posto di , e l'uso ripetuto del congiuntivo in frasi in cui sarebbe stato meglio, per correttezza grammaticale, un bel indicativo. Anche le virgole vengono usate con una discreta libertà, finendo là dove la loro presenza non sarebbe stata necessaria. Troviamo poi qualche errorre di battitura, ma quelli, come ho imparato sulla mia pelle, sfuggono anche all'occhio più allenato. 

Altro particolare che ho trovato piuttosto strano è la presenza di oggetti quali giornali, estintori, impianti antincendio arretrati, insomma tutta una serie di elementi piuttosto "antiquati" se consideriamo che stiamo parlando di fantascienza.Si tratta probabilmente di strumenti che rimangono caratteristici dei vari pianeti, malgrado i viaggi nello spazio non siano più un'utopia.

Brian Black è sicuramente un bel personaggio, ma, almeno in questo primo libro, un po' troppo statico per i miei gusti. Tra i vari protagonisti è sicuramente quello meglio caratterizzato e più affascinante: chi può rimanere indifferente al fascino di un bel pirata in cerca di vendetta? Soprattutto alla fine, però, l'autrice ci dà la possibilità di intravvedere qualche spiraglio di cambiamento. Altra figura interessante è quella di Juno Lancert, finita nelle grinfie del Diamande Nero perché figlia del Governatore, uno degli obiettivi della vendetta di Brian. Il rapporto tra i due appare fin da subito molto particolare, e no, non stiamo parlando - spero personalmente non ancora - di una storia d'amore, ma di una relazione complessa, che finisce in molti casi per rivelare la contradditorietà degli stessi personaggi.
Stylo Van, invece, è colui che riporta Brian con i piedi per terra ogni volta che si lascia andare troppo con la violenza: elemento un po' marginale e fisso, sebbene importante e tutto sommato piacevole.
Tutti i personaggi, sebbene caratterizzati in modo soddisfaciente, mancano, a mio avviso, di un vero e proprio spessore psicologico, forse perché l'attenzione è rivolta prevalentemente all'azione, che non manca mai. Se può risultare scontato che Black sia il migliore praticamente in tutto, non così prevedibili sono i piani elaborati da lui e Stylo nelle varie imprese: il modo in cui il giovane pirata riesce a vendicarsi del Governatore è una chiara dimostrazione della sua intelligenza e gli assicura senza riserve la simpatia del lettore, che però, a dirla tutta, viene un po' meno quando si passa alla violenza.

Questo stesso lettore viene trasportato attraverso lo spazio, sulla Black Diamond, al fianco di Brian Black, alla ricerca dei fratelli deportati come schiavi e nel tentativo di liberare tutti i bageneidi dalla schiaviutù a cui sono stati condannati. Ho trovato lo stile con cui tutto viene narrato un po' troppo freddo e distaccato: passi che è un romanzo di fantascienza e che i temi trattati sono vari e tutti seri, insomma, non si può scherzare, ma personalmente avrei preferito qualche espressione un po' più intensa, un po' più calda, invece non mancano espressioni gergali o talvolta volgari, che ben si addicono ai personaggi di bassa risma con cui i nostri protagonisti hanno, talvolta, a che fare. 

Eppure, e aggiungo solo questo per non tirarla lunga, questo libro mi è piaciuto e attendo con ansia di leggerne il seguito. Perché la storia c'è, e non è banale nè così scontata, l'azione movimenta l'intera vicenda, i corrotti non sono solo tra i pirati e la trama è ben costruita. Dal momento che la narrazione è affidata, alternativamente, ai vari personaggi, questo ci consente di conoscere anche i loro pensieri e, più raramente, i sentimenti. e il tutto finisce inevitabilmente per coinvolgere fino alla fine.

E voi, che cosa aspettate a fare la conoscenza di Brian Black?



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