domenica 6 ottobre 2013

A proposito di classici: Lo strano caso del Dr.Jekyll e Mr. Hyde

Come parlare di un classico senza risultare banali o scontati? Credo che questa sia la domanda più importante per chiunque voglia dare il proprio verdetto su un libro di fama internazionale come The strange case of Dottor Jekyll and Mister Hyde. La trama è universalmente nota, tutti sanno chi sono i due protagonisti e anche qual è il significato di tutta la vicenda, quindi non si può nemmeno fare affidamento sull'elemento sorpresa. Se poi il racconto è stato studiato anche a scuola, si potrebbe quasi credere che non valga nemmeno la pena di comprare il libro e leggerlo per intero. Eppure, ci crederste? Nonostante, in effetti, già conoscessi la storia, quest'ultima lettura è riuscita persino ad intrigarmi, proprio come se non ne avessi mai sentito parlare.

TITOLO: Lo strano caso del Dr.Jakyll e Mr. Hyde
TITOLO ORIGINALE:  The strange case of Dr. Jackyll and Mr. Hyde
AUTORE:  Robert Louis Stevenson
ANNO DI PRIMA PUBBLICAZIONE: 1886
ANNO DI PUBBLICAZIONE DELL'EDIZIONE: 2013
CASA EDITRICE:
Newton Compton Editori
PREZZO:
O,99 EURO

Vado di super super fretta ( no, non c'è un errore di ripetizione), ma ci tengo comunque a lasciare un piccolo commento a questo racconto, altrimenti se continuo a rimandare, questo bel libricino finirà per ammuffirsi sulla scrivania all'ombre del computer. Dunque, dicevo, mi ha appassionata nonostante, o forse proprio perché, di questa storia sapevo più o meno tutto: dalla biografia sommaria dell'autore fino alle diverse interpretazioni. Chissà, forse è stato proprio questo a rendermi piacevole la lettura, quella innegabile soddisfazione che si prova quando, di fronte ad un qualunque evento o, in questo caso, a dell pagine stampate, si riesce a capire di cosa si sta trattando, lo si riesce a inquadrare all'interno di un contesto ben preciso e si comprendere che, in fondo, studiare ha i suoi vantaggi. 
Ma Robert Louis Stevenson è stato molto abile a costruire la sua trama, tanto che sembrerebbe quasi di trovarsi di fronte ad un libro scritto recentemente, e non più di cent'anni fa. Il tema fondamentale, quello dell'uomo, in questo caso il rispettabilissimo Dr. Jekyll, che non si accetta, che non riesce a convivere con il lato più oscuro e malvagio di sè, è, credo, di una attualità strabiliante, e lascio a voi immaginare a che cosa mi sto riferendo, visto che per ora questo è soltanto un piccolo blog creato per parlare di libri, e non d'altro. Insomma, tale Jekyll è costretto dalla società e dalla sua stessa ambizione a relegare in un angolo del suo intimo, a sopprimere gli istinti più bassi, ma piano piano comincia a farsi strada nella sua mente un'idea: e se si potesse trovare una droga/ pozione chimica in grado di separare le due metà, opposte e complementari al tempo stesso del proprio essere? L'esperimento, come ben si sa, in effetti riesce: ma quella figura piccola e deforme che è Edward Hyde non si accontenta di essere soltanto uno sfogo notturno e, lentamente, cercherà di prendere il soppravvento sul mite ed ora sfinito Henry Jekyll. L'unica prospettiva e l'unica soluzione per eliminare definitivamente il "male" di Hyde, è condannare anche Henry Jekyll all'oblio.
Si può parlare di una storia soprannaturale, ma in effetti, chi non ha dentro di sè un lato che preferirebbe negare, che vorrebbe eliminare o ridurre per sempre al silenzio? Forse il vero elemento soprannaturale di questo libro sta nell'abilità dell'autore nell'aver saputo dare un'idea così compiuta del bifrontismo del suo personaggio, ma della sua stessa società: come la casa di Jekyll, con la sua porta sul retro in disuso e avvolta da un'aria di miseria e di trascuratezza, cui si contrappone la facciata della casa dell'illustre dottore, così pure la società ai tempi di Stevenson celava dietro una "missione civilizzatrice" lo sfruttamento e nei casi più estremi lo sterminio di popolazioni "incivili" e "selvagge".
Più che il colpo di scena in sè, un lettore che si accosta per la prima volta a quest'opera può essere incuriosito dal sapere come questo"strano caso" si sviluppa e viene alla luce. E voi, non siete curiosi di saperlo?
Come per ogni libro, ci sarebbero in realtà un mucchio di cose da dire, di cui discutere, ma, si sa, il tempo è tiranno, purtroppo! La scuola più lo studio pomeridiano sono come delle sanguisughe impietose che a malapena mi lasciano respirare, e mi tocca approfittare delle domeniche sera per sfogarmi...  e visto che sono già in ritardo, vi saluto, colgo l'occasione per augurarvi un buon inizio di settimana e me ne vado!



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